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Illusioni ottiche e moda

illusioni ottiche

Il concetto di illusione ottica, inteso come percezione alterata della realtà, ha da sempre affascinato il genere umano. In passato questi fenomeni, di cui ne è un esempio tipico il miraggio, venivano ricondotti al paranormale, alla magia…

Ma oggigiorno sappiamo che le illusioni hanno una spiegazione scientifica del tutto razionale, la quale, però, non ha assolutamente intaccato il fascino, ne tantomeno l’alone di mistero che caratterizza queste straordinarie figure.

In estrema sintesi, le illusioni ottiche sono una qualsiasi illusione idonea ad ingannare l’apparato visivo umano, dando luogo a percezioni errate della realtà. Nello specifico, a causa delle illusioni, è possibile avere la convinzione di osservare qualcosa che nella realtà è inesistente ovvero percepire qualcosa in modo diverso da come quest’ultimo realmente si presenta. Le illusioni ottiche possono originarsi naturalmente, oppure possono essere indotte tramite particolari procedure idonee ad alterare il sistema percettivo umano.

A seconda del fenomeno che ne è origine, le illusioni si distinguono in ottiche (causate da fenomeni puramente ottici), percettive (causate dalla fisiologia dell’occhio) ed infine cognitive (dovute al modo con il quale il nostro cervello interpreta determinate immagini)

 

Illusioni ottiche e moda

L’arte, nelle sue diverse forme, ha sempre dimostrato una forte attrazione verso le illusioni ottiche, moltissimi artisti hanno cercato di utilizzare le illusioni per arricchire le proprie opere ed in tale prospettiva anche il mondo della moda ha cercato di reinventare il concetto di illusione ottica al fine di realizzare abiti capaci di stregare ed ammaliare così come solo le illusioni sono capaci di fare. Ricorderete tutti, ad esempio, il caso del tormentone del web 2015, Vestito blu e nero o bianco e oro? dovuto ad un cortocircuito del nostro sistema visivo.

Nell’ambito del fortunato connubio tra moda e illusioni ottiche, va riconosciuta la predilezione dimostrata da molti stilisti per il concetto di illusione di colore e contrasto. Va inoltre menzionata l’illusione geometrica, una particolare tipologia di illusione cognitiva in cui viene percepita erroneamente la geometria dell’immagine o parte di essa, un esempio lampante di tale tipologia di illusione è rappresentata dall’ipotesi in cui delle linee parallele, vengano erroneamente percepite come divergenti, convergenti o curve., nel concreto questa varietà di illusione è solitamente proposta mediante l’irriducibile accostamento Black & White.

Da un punto di vista storico, le prime manifestazioni della moda optical, definita anche “Op Art“, si ebbero a partire dagli anni 60, epoca di grandi rivoluzioni in cui la società pervasa dalla volontà di evolversi e trasformasi, tese a dar luogo ad una molteplicità di sperimentazioni volte ad individuare nuove forme d’espressione e di arte. In questo contesto, la straordinaria incisività e stravaganza delle illusioni riuscì a conquistare le passerelle, ponendosi come moda del momento nel immaginario collettivo.

Gli artisti cominciarono a sperimentare nuove tecniche volte ad innestare il concetto di illusione nei settori della pittura, dell’architettura e design ed ovviamente della moda. Una delle maggiori esponenti di questa corrente è indubbiamente Bridget Riley. Questa straordinaria artista, nata a Londra nel 1931, fu la prima donna a vincere il premio internazionale per la pittura alla XXXIV Biennale di Venezia nel 1968. Riley fece delle illusioni ottiche il suo biglietto da visita, realizzando meravigliose ed astratte opere “illusorie”. Maggiormente affine al campo della moda e poi il nome di Cristobal Balenciaga, stilista spagnolo famoso per i suoi abiti geometrici, ma anche quello di Ossie Clark e di Yves Saint Laurent, tutti rapiti dalla bellezza delle illusioni nate dal sapiente accostamento di forme e colori.

Le affascinati stampe optical divennero simbolo di stile e ricercatezza. Le stravaganti composizioni erano studiate per catturare l’attenzione, intrigare ed entro certi limiti confondere coloro che osservavano i capi d’abbigliamento, vere è proprie opere d’arte!

L’Optical art, con le sue geometrie dagli effetti 3D, con i suoi contrasti sorprendenti e con il suo intramontabile accostamento tra bianco e nero, costituisce uno stile che non è mai tramontato e che anzi tende a ripresentarsi più attuale che mai!

L’Op Art con i sui intrecci di linee, i motivi 3D, i quadretti ipnotici e gli immancabili pois in chiave macro e micro costituisce indubbiamente un tassello fondamentale nel variegato panorama dell’alta moda, settore quest’ultimo in cui la ricercatezza dello stile non è di certo un illusione.

Francesco La Barbera

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