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La storia del tatuaggio: dal mondo antico al boom contemporaneo

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La storia del tatuaggio e il suo significato nel mondo moderno

Il tatuaggio rappresenta sempre più una forma di moda: che abbia una semplice valenza estetica, che rappresenti una passaggio fondamentale della propria vita, che sintetizzi un messaggio, un valore a cui siamo radicati, oggi si assiste a un vero e proprio boom di “tatuati” (basti pensare che il 7,7% dei giovani in Italia, tra i 12 e i 17 anni, hanno almeno un tatuaggio).

Tattoo: significato e la storia del tatuaggio

Il termine tatuaggio deriva dal termine tahitiano tau-tau, che ricorda il picchiettare del legno sulla pelle, tecnica antichissima utilizzata da queste popolazioni. Il termine “tattow” (successivamente tattoo) ci è tramandato da James Cook, che nei suoi diari scrisse di tale usanza utilizzata dalla popolazione polinesiana.

Il tatuaggio ha però origini ancora più antiche, come è testimoniato da Otzi (così è stato soprannominato), uomo preistorico su cui sono stati trovati veri e propri tatuaggi, rimasti sulla pelle grazie allo sfregamento del carbone sulla pelle.
Se in Europa il tatuaggio è stato fortemente contrastato dal mondo cristiano, in altri continenti trova uno sviluppo tramandatoci sino ad oggi.

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In Nuova Zelanda i tatuaggi dei guerrieri Maori sono utilizzati ancora oggi per identificare una famiglia o rappresentare le conquiste nella propria vita; in Giappone il tatuaggio ha origini antichissime (V secolo a.C): i tatuaggi orientali, oggi tanto amati, erano in realtà una forte forma di protesta delle popolazioni di basso rango a cui era stato vietato di indossare il kimono, proprio per questo allora si cominciarono a tatuare il corpo.
Con l’invenzione negli anni ’20 del Novecento da parte di Samuel O’Reilly della macchinetta elettrica, il tatuaggio ha iniziato a diffondersi nella cultura occidentale. Negli anni ’60 e ’70, rappresenta il simbolo della ribellione: sono principalmente punk e bikers a tatuare il proprio corpo.

Il tatuaggio oggi

Oggi esistono diversi stili cui attingere:

Secondo la mia opinione non è necessario però far riferimento ad uno stile particolare: ognuno può scegliere quello che più si avvicina alla propria personalità e alla propria voglia di esprimersi!

Il tatuaggio oggi quindi non è più un tabù, anzi sempre più si avvicina a una vera e propria forma d’arte: sono numerosissimi i congressi, le convention in tutto il mondo ad essi dedicati, dove i tatuatori espongono i propri lavori. Ma soprattutto sono sempre più i seguaci, ovvero le persone che decidono di imprimere un segno indelebile sulla propria pelle, rappresentando meglio di un vestito e un accessorio, la propria unicità.

Tatuaggi maschili

I tatuaggi maschili più belli, fatti disegnare sui corpi di giovani e meno giovani, sono tanti, ma diciamo che i preferiti da noi maschietti sono i tatuaggi tribali e tatuaggi maori, i tatuaggi orientali, soprattutto i giapponesi, con Geishe e Carpe koi o ancora samurai tatuati su braccia e schiena, ma anche sui polpacci, che diventano le zone più tatuate dagli uomini.

Tatuaggi femminili

I tatuaggi femminili ovviamente sono diversi da quelli maschili e ricalcano altri stili: spuntano farfalle, stili floreali, rose, cuori e frasi importanti, magari con un significo particolare. Ma ovviamente esistono donne che scelgono tattoo aggressivi, dove spuntano teschi, leoni e tigri, che testimoniano come la donna voglia uscire dal solito clichè di donna sensibile, per entrare in quello dove la donna prende in mano le redini della situazione. Anche tra le donne si sta affermando poi il concetto di tatuaggio orientale e tribale.

Le zone femminili più tatuate dove spuntano con maggiore vigoria i tattoo sono le spalle, i polsi, dietro le orecchie, sui fianchi, fino ad arrivare a zone più erogene come il fondo schiena, ma ultimamente in molte più intraprendenti si fanno tatuare anche le gambe.

E voi: che tatuaggi preferite? Fatecelo sapere nei commenti!

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