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Arab Fashion Week, l’evento moda tanto atteso dal mondo arabo

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Arab Fashion Week, storia dell’evento e collezioni 2020 oggi su Fashionaut

Quanti di voi conoscevano Arab Fashion Week (AFW)? Ma soprattutto, quanti sapevano che i Paesi Arabi amassero la moda fino a questo punto?

Gli stilisti lo sanno e da molto tempo. Anche nelle nazioni più rigide, dove il velo femminile in pubblico è un obbligo, le donne amano vestire alla moda al di sotto di esso. Nelle riunioni in casa tra amiche, nelle loro camere da letto, alle feste tra parenti, le signore arabe vestono benissimo. Quando tolgono il velo non hanno nulla da invidiare alle migliori influencer occidentali.

Ed ecco perché la Arab Fashion Week (AFW) è un appuntamento imperdibile per tutti.

In questo post a cura di Fashionaut vogliamo ripercorrere la storia dell’evento dedicato alla moda che si tiene dal 2015 a Dubai e organizzato dalla Camera della Moda Araba, al quale prendono parte tantissimi stilisti, designer, fashion influencer e volti noti dello spettacolo, oltre che modelle e artisti. Vedremo insieme anche i gusti degli arabi in fatto di moda.

dubai moda

 

Come nasce la Settimana della Moda Araba

Pensata dall’architetto e manager di moda Jacob Abrian e inaugurata per la primissima volta nel 2015, sul modello della preesistente Settimana della Moda di Dubai, questa kermesse è sponsorizzata dalla AFC (Camera della Moda Araba). In pochissimi anni è divenuto uno degli eventi più importanti in calendario, inserendosi a pieno titolo tra gli eventi di importanza mondiale – dopo Parigi, New York, Milano e Londra.

Aderiscono all’evento le aziende e i talenti della fashion industry araba, in particolare gli stilisti di moda, le modelle, i fotografi, gli hair stylist, i MUA, e ancora i direttori creativi, i giornalisti e i fashion blogger.

A differenza delle altre, però, la Arab Fashion Week è specializzata nel lancio di collezioni “ready couture” e di “pre collezioni”, valorizzando anche stilisti molto giovani.

La ready couture è un genere di moda che favorisce la vendita di capi di gran classe lontano dai circuiti troppo pubblicizzati, in modo che i ricchi possano ottenerli senza doverli contendere. Nei Paesi Arabi, dove spesso le donne ordinano capi su misura senza girare troppo per negozi, questo è un genere molto diffuso. Per lo stesso motivo, qui vengono testate le idee di grandi stilisti che possono diventare, nel futuro, nuove collezioni anche in occidente. Quindi una possibile vetrina per giovani stilisti o per stilisti affermati che vogliono sperimentare nuove mode e stili.

La moda italiana e la Arab Fashion Week

Una cosa è certa, la Arab Fashion Week ama moltissimo le idee e gli stili italiani ma strizza l’occhio ai nuovi talenti asiatici. Già lo scorso ottobre, presentando le idee per la primavera-estate 2020 aveva sfoggiato abiti da sera di rara eleganza, che richiamavano ricami e velature classici dell’alta moda italiana. Le firme, tuttavia, erano di giovani stilisti di Hong Kong (YLY Studio, Matt Hui, Lian Tsiang) e non mancavano i nomi nuovi provenienti dai Paesi del golfo arabo.

Per quanto riguarda la moda in previsione dell’autunno-inverno 2020, nonostante siano state cancellate le sfilate previste per marzo a causa dell’emergenza internazionale pandemia Covid-19, sembra che la moda araba punterà ancora sul made in Italy. Tra le creazioni più seguite ci sono quelle di un esordiente siciliano, il palermitano Salvo Martorana.

In autunno, comunque, abiti che le signore arabe indosseranno, con o senza velo, sfoggeranno colori vivi, abbinamenti particolari e nuovi accostamenti.

Tornano, anche in Medio Oriente, le lunghezze, i cappotti, gli stivali e le cinture grandi.

Conclusioni

Arab Fashion Week è il successo di un’industria della moda molto giovane, anche in termini di edizioni, che ha già raggiunto in cinque anni il quinto posto in classifica tra i centri che dettano legge nel modo di vestire delle donne. E non soltanto delle donne arabe.

Alla prossima con i post dedicati agli eventi moda e alle sfilate a cura di Fashionaut. 

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