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New York Fashion Week Donna: il meglio e il peggio della settimana!

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New York Fashion Week Donna: il meglio e il peggio della settimana!

Dopo una settimana colma di passerelle, stilisti famosi, abiti importanti, VIPs e super modelle, ecco giunta al termine la New York Fashion Week, una delle settimane più attese nel mondo della moda internazionale per esperti del settore ed amanti della moda in genere, dove stilisti famosi e designer emergenti hanno la possibilità in quest’occasione di farsi notare e di esibire tutto il loro talento ed entusiasmo.

Perchè New York Fashion Week è così importante

La New York Fashion Week si tiene due volte l’anno: a Settembre e Febbraio, ed è interamente centrata sulle collezioni Autunno-Inverno degli stilisti presenti; ogni anno si distingue per la presenza di designer di grande talento e quest’anno non ha fatto eccezione ospitandone alcuni dal calibro di: Bagley Mischka, Aniesa Hasibuan, Naeem Khan e altri ancora più famosi come Micheal Kors, Monse, Oscar de la Renta e Philipp Plein.

Come prevedibile, alcune collezioni piacciono più di altre e noi di Fashionaut abbiamo selezionato alcune delle migliori e peggiori passerelle della New York Fashion Week 2017.

Micheal Kors

Tra i big, una delle migliori rappresentazioni è stata quella di Micheal Kors che ancora una volta ha cercato di distinguersi ottenendo degli ottimi risultati. Infatti Kors è stato l’unico a rinunciare alle solite musiche di accompagnamento, sostituendo al loro posto una vera e propria orchestra sinfonica che scandiva i passi delle modelle che sfilavano in passerella. Della serie, lo stile non è acqua ed è infatti è la chiave di successo della collezione autunno/inverno targata Kors, caratterizzata da sofisticatezza nei dettagli, eleganza e creatività.

L’aspetto che però più abbiamo apprezzato di questa esibizione è stato l’ingresso in passerella della modella curvy Ashley Graham! Micheal Kors sta dimostrando di non scherzare quando dice che la bellezza non è un modello unico e che compito della moda è accettarne una definizione più inclusiva.

Badgley Mischka

Considerato da Vogue uno tra i migliori 10 brand di moda statunitensi. Mark Badgley e James Mischka rappresentano un formidabile duo perchè riescono a far coinciliare il glamour con l’eleganza creando vestiti adatti a donne di varie età senza che risultino “eccessive“.

La New York Fashion Week ci ha dato un’idea di cosa significhi uno stile del genere  e siamo veramente rimasti impressionati dalla bellezza degli abiti  e l’elaborata lavorazione dei tessuti.


Oscar de la Renta

Laura Kim e Fernando Garcia tornano al timone del marchio che li ha fatti affermare come stilisti di fama internazionale. Il nuovo debutto è degno di ogni buon proposito e aspettativa perchè i due sono assolutamente formidabili e presentano una collezione sensuale, elegante ed originale, degna di una casa di moda storica come de la Renta.

 

Marc Jacobs

Come suo solito tenta di creare esibizioni originali, ma dal nostro punto di vista questa volta toppa un pò. Elimina completamente la musica, rende le modelle ed i modelli unità immobili e vieta al pubblico di scattare foto e filmare video. Marc Jacobs crea un nuovo modo di esperire la moda ma forse lo fa secondo una modalità sbagliata.

La moda non è un quadro, non è rigida ed immutabile ma è dinamica, eclettica e sempre in continuo divenire, una rappresentazione sbagliata costringe la moda in dimensioni nella quale non può essere imprigionata e suo malgrado Jacobs in questo modo ne distorce un po’ anche il concetto.

Bibhu Mohapatra e Vivienne Tam

Possono anche passare le pellicce maculate o a tinta unita sopra i vestiti aderenti a righe dai toni molto freddi..ma il trucco delle modelle, aiuto: ombretto sulle palpebre e sotto gli occhi color rosa acceso che va a contrasto in maniera molto strana con l’abbigliamento… Bibhu no, no te lo perdoniamo, così come non perdoniamo a Vivienne Tam la scelta stilistica di mettere una camicia a quadri da boscaiolo al contrario su una gonna plissè ornata e bicolore sui toni rosso amaranto e verde scuro.

Adam Selman

Se stilisti come Kors e Parabal Gurung stanno iniziando a includere nelle loro passerelle donne di forme fisiche differenti, della stessa linea non è di certo Selman, che continua a proporre modelle magrissime al limite dell’anoressia. La moda è un continuo cambiamento e questo l’abbiamo già detto. Un giovane talento come Selman non può non tenerne conto. Non ci hanno nemmeno fatto impazzire i collant stile gambaletto (sotto il ginocchio o appena sopra) abbinati ai vestiti o l’abbinamento fucsia e rosso sparso qua e là durante la sfilata.

Semplicemente non ci ha convinto ma speriamo di ricrederci in futuro.

Ecco a grandi linee le nostre impressioni sulla New York Fashion Week 2017. Voi cosa ne pensate? Quale stilista vi è piaciuto di più e quale di meno? Vi ritrovate in quello che abbiamo scritto? Fateci sapere!

 

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