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Acquavite o distillato? Alla scoperta delle acquavite più conosciute al mondo 

acquavite o distillato

Brandy, Cognac e Grappa sai cosa li accomuna?

Sono tutti acquavite che nascono dalla distillazione del vino, a voler essere precisi: brandy e cognac vengono fuori dalla fermentazione del vino mentre la grappa nasce dalla distillazione della vinaccia. 

Tra le più famose acquavite c’è l’acquavite Mezcal un distillato molto famoso in messico ottenuto dalla fermentazione di succo di agavi. Quindi il termine acquavite è molto generico, sinonimo di distillato e proprio per questo occorre specificare da quale materia prima sono ricavate: ci sono distillati ricavati dal vino ma anche quelli ricavati dai cereali come il Whisky, acquavite ricavate di canne da zucchero come il Rhum e quelle di patate come la Vodka. 

Proviamo a conoscerne alcune e vedere cosa contraddistingue le diverse acquavite. 

Il Brandy è un distillato ottenuto dal vino. Considerato uno dei distillati più antichi del mondo. Il nome deriva dall’olandese e vuol dire “vino bruciato”. Il Brandy ha grado alcolico intorno ai 38 gradi, in Italia viene ottenuto principalmente da vino Trebbiano o da altro vino bianco lasciato invecchiare almeno dodici mesi in recipienti di legno di quercia. Il classico colore scuro di questo distillato viene ottenuto grazie al legno nel quale è lasciato invecchiare.

Il Cognac è il distillato tipico della zona della Charente francese, a nord di Bordeaux, anch’esso ottenuto dalla distillazione di vino. Con un livello alcolico leggermente superiore al brandy, arriva ai 40 gradi. Si ottiene in due passaggi: la spremitura dei grappoli ottenendo così il vino che viene lasciato riposare per circa un mese e poi la vera e propria distillazione che avviene per fuoco diretto. Sia il cognac che il brandy alcune volte possono vedere l’aggiunta di zucchero o caramello per aumentare la piacevolezza del gusto e per rendere ancora più scuro il loro tipico colore.

La grappa è un’acquavite tutta italiana, prodotta dalla distillazione delle vinacce, ossia le bucce degli acini, di uve coltivate e vinificate esclusivamente sul territorio italiano. Le vinacce usate per la distillazione sono di due tipi: quelle fermentate che vengono quindi coinvolte nel processo di produzione della grappa dopo essere state a contatto con il mosto, e quelle vergini ovvero lasciate fermentare subito dopo la separazione dai mosti. La produzione di grappa può poi seguire o meno vari passaggi e in base a questo si hanno: le grappe giovani, ovvero che non subiscono invecchiamento in legno, quelle affinate, ovvero quella che viene fatta invecchiare almeno 12 mesi in legno, la grappa invecchiata, che è stata lasciate in legno tra i 12 e 18 mesi, e infine quella stravecchia o meglio conosciuta come riversa, che è stata lasciata invecchiare in botti di legno per un tempo superiore ai 18 mesi.

Volendo restare nella famiglia dei distillati messicani, vediamo le differenze tra Mescal e Tequila. Partiamo col dire che la tequila è essa stessa un mescal ma prodotta in una zona ristretta del jalisco con la sola distillazione dell’agave blu. Mentre il mescal può invece essere prodotto con ogni tipo di agave, e in Messico ce ne sono almeno 30 varietà. Inoltre, differenza principali tra le due è il metodo di produzione: mentre la tequila è diventata molto famosa e questo ha portato ad una produzione di massa e ad un industrializzazione del processo, il mezcal è un distillato ancora fatto a livello artigianale secondo vecchi metodi di produzione.

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