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Impepata di cozze: l’ennesima bontà Made in Naples!

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Impepata di cozze: dal Golfo di Napoli una bontà senza eguali

L’impepata di cozze è uno di quei piatti della tradizione napoletana a cui i napoletani sono più affezionati. Facile da realizzare, è un piatto povero, che veniva preparato dalle famiglie di pescatori del capoluogo campano. Tipica è la sua preparazione durante la settimana santa, prima di Pasqua, ma in generala apprezzata sempre.

Come si prepara l’impepata di cozze?

Per preparare questo piatto bastano pochi e semplici ingredienti:

1 kg di cozze;

2 cucchiai di olio extravergine di oliva;

4 spicchi di aglio;

4 rametti di prezzemolo;

Pepe nero macinato al momento;

Le cozze vanno cucinate vive, dopo essere state lavate ed eliminate tutte le incrostazioni, aggiungendo l’aglio, l’olio e il pepe. Il prezzemolo può essere aggiunto anche dopo, a cottura ultimata (di solito occorrono dai 5 ai 7 minuti con pentola chiusa).

Le cozze chiuse non vanno mangiate, poiché erano morte prima dell’acquisto, e ciò è importante sottolinearlo.

A preparazione ultimata il piatto sarà più o meno il seguente:

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Fonte: LeiTV

Cosa contiene questo piatto?

Le cozze contengono tanti elementi nutritivi: La cozza è uno dei frutti di mare più consumati, dal punto di vista nutrizionale è ricca di ferro, calcio, fosforo, selenio e vitamina B12.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/tabelle-nutrizionali/cozza-mitilo.htm

L’impepata di cozze è uno dei piatti più buoni della tradizioni della cucina napoletana e senz’altro uno dei più apprezzati. Il popolo napoletano è sempre legato ai ricordi suscitati da questo grande piatto. Può essere servito come secondo piatto o come antipasto.

Concludiamo come sempre il nostro articolo con un aforisma dedicato al food, di Flaubert, che recita così:

“Lo si schiaccia dolcemente tra lingua e palato; lentamente fresco e delizioso, comincia a fondersi: bagna il palato molle, sfiora le tonsille, penetra nell’esofago accogliente e infine si depone nello stomaco che ride di folle contentezza”.

 

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