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Convivere con l’Alzheimer: buoni consigli

convivere con l'alzheimer

Le famiglie delle persone che soffrono del morbo di Alzheimer in molti casi devono fare i conti con il problema della gestione della malattia, non solo dal punto di vista pratico ma anche sul piano emotivo. La battaglia è dura e spesso ci si sente soli e in difficoltà: per questo un buon punto di riferimento a cui affidarsi può essere quello della Federazione Alzheimer Italia, che ha un ruolo di coordinamento delle varie associazioni locali del nostro Paese il cui obiettivo è quello di supportare le famiglie che prestano assistenza ai soggetti che soffrono per colpa dell’Alzheimer.

Come combattere l’isolamento

Un’altra risorsa preziosa a cui si può ricorrere, nella battaglia contro l’isolamento, è rappresentata dagli Alzheimer Cafè, che si presentano come dei luoghi di aggregazione in cui si raccolgono non solo i malati con i loro parenti, ma anche gli assistenti professionali. Ci sono Alzheimer Cafè in tutta Italia: si tratta di strutture che garantiscono un intrattenimento delle persone malate, per esempio attraverso la musicoterapia ma anche con attività ludiche di altro genere. I familiari, nel frattempo, hanno l’opportunità di entrare in contatto con degli specialisti allo scopo di trovare un confronto con loro. Insomma, si respira un’atmosfera informale e all’insegna dell’accoglienza grazie a cui la gestione dell’Alzheimer nella vita quotidiana risulta facilitata attraverso la condivisione della fatica.

L’assistenza per l’Alzheimer

Che si debba fare i conti con l’alzheimer precoce o con una malattia sopraggiunta in tarda età, è indispensabile contattare il medico di famiglia allo scopo di verificare quali siano i servizi sanitari di cui si può usufruire. Inoltre è utile rivolgersi all’Asl, vale a dire l’Azienda Sanitaria Locale, allo scopo di richiedere l’assistenza domiciliare integrata: si tratta di un servizio che viene messo a disposizione gratuitamente per chi ha l’Alzheimer o soffre di altre patologie croniche. L’assistente sociale del Comune in cui si risiede, poi, può indicare i servizi di aiuto alla famiglia, mentre il Voucher Demenze può essere richiesto e ottenuto dalle famiglie che non sono seguite dai servizi territoriali.

La prevenzione dell’Alzheimer

Parlare di prevenzione dell’Alzheimer vuol dire partire dal presupposto che per il momento non solo non esiste una cura per la malattia, ma non sono neppure disponibili dei farmaci che siano in grado di arrestare la sua evoluzione. Insomma, al massimo si può rallentare la progressione, ma non fermarla del tutto. I farmaci biologici rappresentano una delle frontiere più recenti, e consistono in anticorpi che hanno la capacità di riconoscere quella sostanza che distrugge i neuroni causando la formazione di placche all’interno del cervello. La prevenzione resta in ogni caso la più efficace delle armi, e si fonda su un regime alimentare equilibrato e sull’adozione di uno stile di vita il più possibile equilibrato e sano.

Che cosa bisogna mangiare per contrastare l’Alzheimer

Anche se può apparire strano, la lotta all’Alzheimer passa anche da ciò che si porta in tavola: come dire, mangiando bene si ha la possibilità di sconfiggere la malattia sul tempo. Entrando nel dettaglio, è molto importante consumare alimenti con un alto contenuto di antiossidanti, che siano ricchi di vitamina E e di grassi Omega 3, tutte sostanze che hanno un effetto benefico nei confronti della salute del cervello. In concreto, è consigliabile aumentare l’assunzione di frutta secca, di pesce azzurro, di cereali integrali, di legumi e di frutta e verdura fresca. I formaggi stagionati e il latte sono una fonte importante di vitamina B12, ma fa bene anche l’olio di oliva extra vergine.

Le cause dell’Alzheimer

Una dieta non corretta può essere una delle cause alla base dell’Alzheimer, ma di certo non l’unica: più propriamente, però, è opportuno parlare di fattori di rischio, nel senso che allo stato delle conoscenze attuali le cause restano ignote. Quel che si sa è che l’Alzheimer precoce si palesa a partire dai 35 anni in poi, ma nella maggior parte dei casi la patologia si manifesta oltre i 70 anni. Nel novero dei fattori di rischio vale la pena di menzionare il fumo, il colesterolo alto e la prolungata esposizione ai fitofarmaci che vengono impiegati in agricoltura, senza dimenticare l’ipertensione e l’abuso di alcolici. Per quel che riguarda la genetica, si ritiene che l’Alzheimer sia ereditario solo in 1 caso su 100.

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