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Olio di cannabidiolo: dalle modalità di estrazione a come assumerlo, cosa sapere 

olio cbd

Ha moltissimi benefici per l’organismo, tanto che negli ultimi tempi in molti lo hanno eletto a elisir di salute. Cosa c’è da sapere, però, sull’olio di cannabidiolo? Da cosa deriva, come e a che livello interagisce con l’organismo umano, dove si trova in commercio e in quante formulazioni e, soprattutto, come e quando assumerlo sono le domande a cui proveremo a rispondere in questa guida essenziale. 

Partendo dall’inizio e, cioè, dal chiarire che l’olio di CBD viene estratto dalla pianta di cannabis e, più in dettaglio, da una serie di varietà (tra cui la più famosa è la Cannabis Sativa) a bassa concentrazione di THC, il cannabinoide considerato responsabile di effetti psicotropi. L’olio cbd rientra, in altre parole, nella vasta categoria di prodotti a base di erba light: non è uno stupefacente, il suo consumo è perfettamente legale in Italia, così come ne è la detenzione e l’acquisto (tanto che online e praticamente in ogni città d’Italia sono fioriti in questi anni i negozi di prodotti CBD). Per essere sicuri di acquistare un olio di cannabidiolo di buona qualità, comunque, meglio controllare che provenga da coltivazioni europee (qui esiste, infatti, un registro di varietà autorizzate per la coltivazione industriale) e che l’azienda produttrice rispetti i più alti standard previsti in materia e, possibilmente, usi tecniche di estrazione sicure, che non inficiano le proprietà organolettiche del cannabinoide, come l’estrazione a CO2 per esempio. 

Per rimanere in tema di caratteristiche che possono portare a preferire una marca di olio CBD a un’altra, non si può non citare anche la concentrazione di principio attivo. Non ci sono, infatti, sul mercato oli CBD puri ma, perché possa esercitare tra l’altro i propri effetti benefici, il principio attivo è diluito in un olio vettore che quasi sempre è proprio olio di semi di canapa, ma non meno frequentemente può essere anche olio di oliva od olio di semi vegetali (come girasole, lino, eccetera). A seconda del grado di diluizione, così, la concentrazione indicata sulla confezione di olio di cannabidiolo varia, a volte anche in maniera considerevole: dedicando un po’ di tempo alla scelta e spulciando i cataloghi delle diverse case produttrici, oggi si riescono a trovare tanto oli CBD poco concentrati, quando oli di cbd con concentrazioni anche uguali o superiori al 30%. Non c’è una regola d’oro: è sbagliato pensare, cioè, che un olio di cannabidiolo al 25% sia automaticamente più efficace di un olio di CBD al 10%. Sulla capacità che ha di generare benefici incide molto anche perché si assume olio di CBD. 

Perché e come assumere olio di cannabidiolo: tutto quello che c’è da sapere

Come si accennava in apertura, la lista di occasioni in cui il cannabidiolo ha potenti effetti benefici per l’organismo sono tante. Il fatto che lo stesso sia privo (o quasi) di effetti collaterali può portare a pensare che si possa assumere l’olio di CBD – e il discorso vale anche per ogni altra formulazione commerciale a base dello stesso cannabinoide – indiscriminatamente: non è sempre così. Soprattutto quando lo si intende usare per trattare alcuni stati patologici o i loro sintomi, è meglio consultare il proprio medico curante e concordare con questo dosi, frequenza e modalità di assunzione del cannabidiolo – che quasi sempre, vale la pena ricordarlo, si aggiunge alle terapie già previste e non le sostituisce. Il CBD e i suoi derivati, comunque, sono in grado di interagire con il sistema endocannabinoide umano ed è questo, essenzialmente, che li rende degli ottimi antinfiammatori e antidolorifici. L’assunzione di CBD può aiutare, cioè, nel trattamento del dolore, sia che si tratti di dolore cronico e sia invece che lo stato di indolenzimento sia associato a un trauma. Perché capace di calmare le infiammazioni, ancora, il cannabidiolo ha impiego anche nel trattamento di disturbi gastro-intestinali sia passeggeri e di lieve entità e sia, ancora una volta, cronici (morbo di Chron, eccetera). Più comunemente al cannabidiolo sono associati effetti calmanti e il suo consumo è consigliato, per questo, in caso di stress acuto o veri e propri disturbi dello spettro ansioso (dall’ansia sociale agli attacchi di panico). Più di tendenza è, invece, l’utilizzo dell’olio di CBD a scopi cosmetici e per prendersi cura di salute e bellezza della pelle: se da tempo i dermatologi lo consigliano infatti per il trattamento di manifestazioni cutanee anche severe (eczema, acne, eccetera), più recente è la passione per creme e sieri che sfruttano l’azione antinfiammatoria dell’olio di CBD, anche a scopo anti-age per esempio. 

La varietà di situazioni per cui l’uso di olio di CBD è indicato basta, da sola, a spiegare appunto come non ci sia in assoluto una concentrazione migliore dell’altro e, soprattutto, una modalità d’assunzione migliore dell’altra. Chi per la prima volta acquisti olio di cannabidiolo potrebbe restare sorpreso, infatti, di quanto versatile si riveli questo prodotto: per via topica, per bocca, mischiato ai propri cosmetici, l’olio CBD risulta sempre altrettanto efficace. Proviamo a capire, però, quando e perché una modalità di assunzione è più indicata dell’altra. Partendo dall’assunzione per via orale di olio di cannabidiolo. Prima di ingerire olio CBD è indispensabile controllare che la sua formulazione sia adatta allo scopo (e che non ci siano, cioè, profumi o altri oli essenziali, come avviene in verità per la maggior parte degli oli di CBD in commercio). Due sono le vie perseguibili a questo punto. Si possono semplicemente assumere gocce di olio CBD, secondo una posologia stabilità con il professionista medico o che si è messa a punto sperimentando un po’ con dosaggi e frequenza di assunzione, e in questo caso sarebbe meglio farlo per via sublinguale (una buona alternativa, soprattutto per quando si è fuori casa sono in questo senso le capsule di olio di cannabidiolo: hanno, tra l’altro, un dosaggio prestabilito che scongiura qualsiasi tipo di errore). In alternativa si può usare l’olio di CBD nella preparazione o nel condimento delle proprie pietanze (zuppe, insalate, eccetera): qualche goccia potrebbe renderle non solo più audaci nel gusto, ma anche più benefiche dal momento che in questo caso ai benefici del cannabidiolo si sommano quello degli olii vegetali utilizzati. Quanto all’uso topico dell’olio di CBD è consigliato soprattutto in caso di traumi o per alleviare dolori e infiammazioni, muscolari per esempio: versarne una generosa quantità e massaggiare è il modo migliore per assicurarsene il totale assorbimento. Si può infine, come si accennava, aggiungere qualche goccia di olio di CBD ai cosmetici che si utilizzano già per godere dei suoi effetti di bellezza e qualche formulazione di CDB oil sembra essere indicata infine anche per uso veterinario.  

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